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Giorni speciali..

Posted on 23 gennaio 2012 by admin

Nella vita di ogni uomo esistono giorni indimenticabili: il primo giorno di scuola, il primo bacio, Continue Reading

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Quanto è buono e soave che i fratelli vivano insieme!

Posted on 23 gennaio 2012 by admin

Le parole del Salmo 132 sono quanto mai appropriate per descrivere i giorni vissuti a Frascati dai frati under five, Continue Reading

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L’imbarazzo di una tragedia

Posted on 16 novembre 2011 by admin

L’ ultimo numero del 2011 esce a un mese esatto dalla tragedia che ha colpito la città di Barletta e nella quale sono morte cinque donne. Per diverse ragioni voglio dedicare questo editoriale al ricordo di quel tragico avvenimento. Continue Reading

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Verso il XXXII Capitolo provinciale

Posted on 01 ottobre 2011 by Fra Rufino Cagnazzo

Il Ministro generale ha confermato con lettera ufficiale – che vi accludo – la data di celebrazione del nostro XXXII Capitolo provinciale ordinario.
Questo dunque si terrà da lunedì 30 aprile a venerdì 4 maggio 2012 in una sede che verrà presto determinata e comunicata tramite la lettera d’indizione.
Lo presiederà lo stesso Ministro generale, fra Mauro Jöhri, e considero ciò un dono, in quanto era dal 1988 che non veniva il Ministro generale a presiedere il nostro Capitolo.

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“Francesco il comune ospite”

Posted on 01 ottobre 2011 by admin

Carissimi fratelli, il Signore vi dia pace!

Vi rivolgo gli auguri per la festa di san Francesco in pieno clima dello Spirito di Assisi, alla vigilia cioè del venticinquesimo anniversario del primo incontro di preghiera delle religioni mondiali per la pace.  Ricordiamo che a quello del 1986 ne è seguito un secondo nel 1993, ed un terzo nel 2002. Vorrei far nuovamente risuonare tra noi la voce del beato Giovanni Paolo II, il quale così motivò la scelta di fare di san Francesco il comune ospite dei convenuti:
«Ci incontriamo ad Assisi, dove tutto parla di un singolare profeta della pace, chiamato Francesco. Egli è amato non solo dai cristiani, ma da tanti altri credenti e da gente che, pur lontana dalla religione, si riconosce negli ideali di giustizia, di riconciliazione, di pace che furono suoi. Qui il Poverello di Assisi ci invita anzitutto ad innalzare un canto di gratitudine a Dio per tutti i suoi doni. Lodiamo Dio per la bellezza del cosmo e della terra, “giardino” meraviglioso che Egli affidò all’uomo perché lo coltivasse e lo custodisse. È bene che gli uomini ricordino di trovarsi in una “aiuola” dell’immenso universo, creata da Dio per loro. È importante che si rendano conto che né loro, né le questioni per cui si affannano tanto sono il “tutto”. Solo Dio è “il tutto”, e a Lui ciascuno dovrà, alla fine, presentarsi per rendere conto.
«Lodiamo Dio, Creatore e Signore dell’universo, per il dono della vita e specialmente della vita umana, sbocciata sul pianeta per un misterioso disegno della sua bontà. La vita in tutte le sue forme è affidata in maniera speciale alla responsabilità degli uomini. Con meraviglia ogni giorno rinnovata noi constatiamo la varietà con cui la vita umana si manifesta, a partire dalla polarità femminile e maschile, fino a una molteplicità di doni caratteristici, propri delle diverse culture e tradizioni, che formano un multiforme e poliedrico cosmo linguistico, culturale ed artistico.    È una molteplicità chiamata ad integrarsi nel confronto e nel dialogo per l’arricchimento e la gioia di tutti.
«Dio stesso ha posto nel cuore umano un’istintiva spinta a vivere in pace e armonia. È un anelito più intimo e tenace di qualsiasi istinto di violenza, un anelito che insieme siamo venuti a riaffermare qui, ad Assisi. Lo facciamo nella consapevolezza di interpretare il sentimento
più profondo di ogni essere umano.
«La storia ha conosciuto e continua a conoscere uomini e donne che, proprio in quanto credenti, si sono distinti come testimoni di pace.        Con il loro esempio essi ci insegnano che è possibile costruire tra gli individui e i popoli ponti per incontrarsi e camminare insieme sulle vie della pace. Essi ci incoraggiano a sperare che, anche nel nuovo millennio da poco iniziato, non mancheranno uomini e donne di pace, capaci di irradiare nel mondo la luce dell’amore e della speranza».
A san Francesco mi rivolgo, presentandogli tutta la Fraternità provinciale, con la preghiera
che gli rivolse nel 1993 lo stesso Giovanni Paolo II pellegrino sulla Verna:
«O San Francesco, stimmatizzato della Verna,
il mondo ha nostalgia di te quale icona di Gesù crocifisso.
Ha bisogno del tuo cuore aperto verso Dio e verso l’uomo,
dei tuoi piedi scalzi e feriti, delle tue mani trafitte e imploranti.
Ha nostalgia della tua debole voce, ma forte della potenza del Vangelo.
Aiuta, Francesco, gli uomini d’oggi
a riconoscere il male del peccato e a cercarne la purificazione nella penitenza.
Aiutali a liberarsi dalle stesse strutture di peccato, che opprimono l’odierna società.
Ravviva nei governanti l’urgenza della pace nelle Nazioni e tra i Popoli.
Trasfondi nei giovani la tua freschezza di vita,
capace di contrastare le insidie delle molteplici culture di morte.
Agli offesi da ogni genere di cattiveria
comunica, Francesco, la tua gioia di saper perdonare.
A tutti i crocifissi dalla sofferenza, dalla fame e dalla guerra,
riapri le porte della speranza. Amen».

fra Francesco Neri, Min. Prov.

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Il Signore sia sempre con voi, ed Egli faccia che voi siate sempre con Lui.

Posted on 27 marzo 2011 by admin

Il 24 marzo 2011, durante i primi vespri della solennità dell’Annunciazione, nella chiesa del Monastero della SS. Trinità, sr. Maria Letizia della Misericordia ha emesso i voti temporanei nell’Ordine di Santa Chiara d’Assisi. E’ una gioia grandissima per la comunità delle Clarisse Cappuccine di Alessano ma anche per tutti i Frati Cappuccini della Provincia di Puglia. Alla nostra sorella, donata alla nostra unica fraternità, rivolgiamo l’augurio della stessa santa Chiara: “II Signore vi benedica e vi custodisca. Mostri a voi la sua faccia e vi usi misericordia. Rivolga a voi il suo volto e vi doni la sua pace a voi, sorelle e figlie mie, e a tutte coloro che verranno dopo di voi e rimarranno in questa nostra comunità e alle altre tutte, che in tutto l’Ordine persevereranno sino alla fine in questa santa povertà”.

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Transito di fra Diego Francesco Pedone

Posted on 10 gennaio 2011 by admin

Ai fratelli della Provincia di Puglia OFMCap
Alle sorelle Clarisse Cappuccine di Alessano
Ai fratelli e alle sorelle dell’OFS di Puglia e Basilicata

Carissimi fratelli, appena iniziato il nuovo anno, il Signore mette duramente alla prova la nostra fraternità provinciale, attraverso la perdita improvvisa dell’insostituibile padre Diego Pedone. Una forte influenza lo aveva colpito dopo Capodanno, costringendolo a rinunciare al solito periodo di vacanza ad Alessano e a trascorrere a letto qualche giorno di convalescenza. Sebbene sabato sera si fosse levato per celebrare l’eucaristia, le condizioni di salute non erano però migliorate, ma peggiorate. Stamattina, nella domenica del Battesimo del Signore, attorno alle 9.30, il suo cuore si è arrestato. L’indomani avrebbe compiuto 62 anni.
Un laborioso operaio nella vigna del Signore
Padre Diego nasce ad Alessano il 10 gennaio 1949 dal papà Rocco e dalla mamma
Giuseppa Renna. Appartiene ad una bella schiera di figli, che comprende anche i fratelli Oronzo, Antonio, Bartolo, e le sorelle Maria, Anna e Cesarina. Viene battezzato nella parrocchia
del paese col nome del Serafico Padre san Francesco. Sin da piccolo frequenta il convento
dei Cappuccini, sede di noviziato e punto di riferimento spirituale per l’intero Capo di
Leuca. Dodicenne entra nel Seminario di Francavilla, e prosegue gli studi filosofici a Terlizzi.
Il 29 settembre 1966 riceve l’abito cappuccino dal maestro dei novizi, padre Giulio da Barletta.
Emette la professione temporanea il 4 ottobre 1967 e quella perpetua l’8 dicembre
1974. Viene ordinato presbitero il 4 ottobre 1975 dal vescovo di Ugento S. Maria di Leuca,
mons. Michele Mincuzzi, nella Collegiata del SS.mo Salvatore in Alessano.
Trascorre un paio d’anni nella fraternità del noviziato, e nel 1978 inizia gli studi di
specializzazione in Sacra Scrittura, prima a Gerusalemme presso l’Istituto Biblico “Franciscanum”
e quindi a Roma presso il Pontificio Istituto Biblico.
Rientrato in Provincia, subito s’impegna nell’insegnamento di lingue bibliche, nonché
di Antico e Nuovo Testamento presso lo Studio Teologico Interreligioso Pugliese e presso altri
Istituti teologici. Il suo servizio di docente abbraccia un ventennio.
Nel 1985, da viceparroco diventa parroco a Bari S. Fara. Svolge tale ministero fino al
2003, e sotto la sua conduzione il santuario cresce nella missione di centro di fede e vita
sacramentale per la città di Bari e i paesi circostanti. Cura con attenzione la preparazione
delle coppie di fidanzati, e numerosissimi sono i matrimoni che vi vengono celebrati. Ma altrettanto
numerosi i fedeli che a padre Diego si rivolgono per la confessione, il consiglio, la
direzione spirituale, la pacificazione dei conflitti. Inaugura la pubblicazione del bollettino
settimanale, che nutre i fedeli di catechesi semplice e profonda. Potenzia la devozione a
Santa Fara, dando particolare consistenza all’annuale Festa delle spighe. Apre il sito web
del santuario, che permette una visita virtuale alla chiesa ma anche la lettura delle catechesi
stampate nel bollettino. L’arcivescovo di Bari gli affida l’assistenza al Serra Club, impegnato
nel sostegno delle vocazioni sacerdotali, e al Gruppo Shalom, che accoglie quanti si
distaccano dalle sette e ritornano nella Chiesa cattolica. Nel 1994 viene nominato Vicario
foraneo da mons. Mariano Magrassi, e poi confermato nell’incarico da mons. Francesco Cacucci.
Da parroco, uno sguardo speciale egli dedica alla nostra presenza missionaria in Terra
di Albania, alla quale si affeziona particolarmente. Oltre a visitarla di frequente, promuove
la costruzione della chiesa parrocchiale di Dheu-Lete intitolata a Santa Fara, si impegna
per il completamento dell’ospedaletto di Nenshat, e organizza con borse di studio mensili il
sostegno alla scuola di Tarabosh per i bambini Magjp.
Nel 1988 e nel 1994 viene eletto Definitore provinciale. Dal 1997 al 2003 è Vicario
provinciale. Nel 2003 il XXIX Capitolo ordinario lo elegge Ministro provinciale. Nello stesso
periodo viene altresì eletto vicepresidente regionale della CISM di Puglia.
Nel 2006 riprende il ministero di parroco nel Santuario dell’Immacolata a Barletta.
Nell’arcidiocesi di Trani si consolida la fiducia di mons. GiovanBattista Pichierri e del clero
intorno alla sua persona, fino alla nomina a Vicario episcopale per la Vita consacrata, conferitagli
nel 2009.
In parallelo, padre Diego ha sempre dedicato ampio spazio alla predicazione. Ha animato
incontri di spiritualità biblica e di formazione permanente per le Diocesi della Puglia
e per Istituti religiosi maschili e femminili. È bello ricordare che l’apprezzamento per le sue
qualità lo ha portato fin in Africa, nella regione etiopica del Dawro Konta, a vantaggio dei
missionari cappuccini dell’Emilia Romagna. Ha curato per vent’anni la trasmissione dedicata
al Vangelo domenicale dall’emittente TeleBari, e da ultimo aveva preso a postare video
con riflessioni bibliche su YouTube e sul suo profilo Facebook.
Con una passione speciale, il nostro fratello si è dedicato ad accompagnare pellegrinaggi
e viaggi di studio in Israele e in Turchia, la Terra Santa di Gesù e la Terra Santa della
Chiesa. Nei luoghi in cui è nata la fede e ha mosso i primi passi la comunità cristiana, padre
Diego ha introdotto innumerevoli visitatori, con straordinaria competenza e sicura familiarità.

Il dono della Parola che promuove relazioni
Non mi è facile ricostruire la personalità e il percorso del carissimo padre Diego, per
il vincolo personale che mi ha legato a lui da più di venticinque anni, ma proverò a metterne
in evidenza solo alcuni aspetti distintivi.
Occorre iniziare dalla sua consacrazione religiosa e sacerdotale. Quanto alla sua identità
di religioso cappuccino, egli nasce in un paese, Alessano, che mette in grande onore
il francescanesimo a motivo della tradizione onorevole dei Cappuccini e della loro casa di
noviziato. La sua mamma, donna di fede semplice e forte, terziaria francescana, lo conduce
con sé in chiesa, e qui lo attraggono figure significative di frati, che sono anche i primi amici
di famiglia: padre Celestino da Triggiano, padre Diego da Cerfignano, padre Pio da Triggiano,
padre Arcangelo da Barletta, fra Pacifico da Taurisano. Tra i frequentatori del convento,
don Tonino Bello, terziario francescano, che a padre Diego è legato da fraterna amicizia,
tanto da intervenire come commentatore liturgico alla sua prima messa. Alla Provincia padre
Diego si è sempre mostrato strettamente legato, come la Provincia stessa ha riconosciuto,
allorché lo ha scelto come suo Ministro. Ancora, insieme a padre Matteo Valerio ha
redatto il grosso tomo che permette l’accesso alla ricostruzione della nostra storia, e al quale
proprio padre Diego ha individuato il titolo più appropriato: Dalla diaspora alla Provincia
di Puglia.
Quanto al sacerdozio, esercitato per oltre trentacinque anni, il nostro fratello ha manifestato
uno spiccato senso ecclesiale, che si è tradotto negli importanti incarichi rivestiti
nelle arcidiocesi di Bari e di Trani. Sempre autenticamente cappuccino, ha superato
l’angustia della mentalità conventuale, entrando da protagonista con le sue capacità
nell’ampia rete del presbiterio diocesano. Così egli descrive il sacerdozio in una catechesi:
«Nel sacramento dell’Ordine [gli apostoli] ricevono dallo Spirito Santo un carisma particolare:
è il carisma dell’autorità : “Il dono di Dio è in te per l’imposizione delle mie mani” (cf 2Tm
1,6). In virtù del sacramento dell’Ordine, i chiamati da Gesù diventano suoi rappresentanti
nella triplice funzione profetica, sacerdotale e regale. Non sono semplici delegati, ma segno
visibile ed efficace di Cristo: rappresentano Cristo di fronte alla Chiesa; rappresentano la
Chiesa di fronte agli uomini; è una rappresentanza non in senso democratico ma sacramentale.
Essi ricevono il potere dallo Spirito di Cristo, non dalla comunità; non sono delegati di
essa, ma di Cristo. Ciò non vuol dire che possono agire in maniera autoritaria, senza consultare
nessuno: al contrario, devono farsi servitori nella Chiesa, in piena fedeltà al Vangelo,
poiché le decisioni maturano in un clima di preghiera, di fraternità, di ascolto reciproco».
Speciale attenzione ha rivolto verso la vita consacrata, specie femminile, ad esempio verso
le Marcelline di Tricase, le Alcantarine, le Clarisse di Altamura e di Alessano.
Le due dimensioni, francescana e presbiterale, della sua consacrazione hanno trovato
piena espressione nella centralità che nel suo ministero ha sempre ricevuto la Parola di
Dio. Diversi di noi – io per primo, che scrivo – lo abbiamo avuto come insegnante nello STIP,
nel solco aperto da padre Benigno Papa. Molti sacerdoti, religiosi e laici hanno usufruito dei
suoi cicli di esercizi e dei suoi ritiri. Aveva certamente un dono speciale di natura e di grazia
per la predicazione. Ed in fondo anche la sua passione per i pellegrinaggi in Israele e in Turchia
nient’altro era che un modo di mettere la gente a contatto con la Parola di Dio. Ricordiamo
come la sua libreria fosse stracolma di testi d’esegesi e commentari, ma più che
quelli stampati da altri, voglio ricordare quelli scritti da lui. Sui bollettini delle parrocchie di
Bari e Barletta, e ancora adesso sul sito www.santafara.org, si possono leggere le catechesi
redatte settimana dopo settimana. Anche a mano, per anni, ha riempito le pagine di agende,
nelle quali fissava le sue meditazioni quotidiane sul lezionario eucaristico. Recuperare,
organizzare e divulgare queste sue riflessioni sarà importante per restituire ai suoi amici la
ricchezza dell’amore di padre Diego per le Sacre Scritture.
Ma la risorsa principale del nostro insostituibile fratello è stata la carica di umanità.
Superata la scorza delle apparenze, che sono sempre ingannevoli, egli si rivelava una persona
affettuosa e generosa. Il primo dono che egli offriva era quello del tempo, che assicurava così alle persone semplici, come alle figure più qualificate della città nell’ambito professionale,
imprenditoriale e politico. Colpiva la sua fede sana, provata e temprata da non
poche sofferenze nella salute e nella storia familiare, come la perdita drammatica delle sorelle
Cesarina e Anna, a cui era affezionatissimo. Si metteva concretamente all’opera per
offrire soluzioni a quanti gli chiedevano aiuto di ogni genere. Era totalmente distaccato dal
denaro e tutto operava nel segno della gratuità. Conquistava con la simpatia e la giocosità,
doti che lo rendevano amico cordiale e gradito animatore, e grazie alle quali riusciva a
sdrammatizzare situazioni pesanti. Anche il suo gusto per gli strumenti della tecnologia era
in ultimo finalizzato a raggiungere le persone, attraverso gli sms sul cellulare – li ha raccolti
la dott.ssa Santa Fizzarotti Selvaggi nel prezioso libricino Gocce di Luce – e ormai anche nella
piazza virtuale – come testimoniano le decine di messaggi che gli amici hanno inserito
con tenerezza sulla sua pagina web.
Finalmente nella Gerusalemme celeste
Carissimo padre Diego, per i misteriosi disegni di Dio hai concluso l’esistenza terrena
e iniziato quella eterna, nella domenica in cui la Chiesa celebra la festa del Battesimo del
Signore. Scrivendo ai Romani, l’apostolo Paolo insegna che «quanti siamo stati battezzati in
Cristo Gesù, siamo stati battezzati nella sua morte. Per mezzo del battesimo siamo dunque
stati sepolti insieme a lui nella morte, perché come Cristo fu risuscitato dai morti per mezzo
della gloria del Padre, così anche noi possiamo camminare in una vita nuova. Ma se siamo
morti con Cristo, crediamo che anche vivremo con lui, sapendo che Cristo risuscitato dai
morti non muore più; la morte non ha più potere su di lui» (6,5-9). Questa parola oggi è pienamente
vera per te. Il battesimo, che hai vissuto da consacrato e sacerdote, ti ha fatto condividere
la morte del Signore Gesù, ti ha «con sepolto» con Lui, ma ti ha anche associato alla
Sua risurrezione e alla vita eterna.
La tua ultima meditazione, affidata ad un video, era occasionata dalla Festa della
Santa Famiglia, ed ambientata nelle grotte di Macurano, nel tuo Salento. Hai additato a
modello la famiglia di Gesù, Giuseppe e Maria, in quanto tutta tesa a compiere la volontà di
Dio. Questo – hai ricordato – insegna il piccolo Gesù ai genitori: «Devo occuparmi delle cose
del Padre mio». Hai augurato la pace, la gioia e la serenità. Hai concluso invitando ad andare
col cuore a Nazaret e a pregare come ci è stato insegnato da bambini (a te senz’altro dalla
tua mamma): «Gesù, Giuseppe e Maria, vi dono il cuore e l’anima mia».
Quante volte sei stato col cuore e col corpo a Nazaret e ancora a Gerusalemme! Ora,
carissimo padre Diego, il tuo pellegrinaggio si è compiuto. Nel grembo di Dio godi l’intimità
della famiglia di Nazaret. Sei nella Gerusalemme celeste. La contempli scendere dal cielo
come una sposa adorna per il suo sposo. La gloria di Dio la illumina e la sua lampada è
l’Agnello. In essa Dio dimora con gli uomini, ed essi sono suo popolo. E terge ogni lacrima
dai loro occhi, e non vi è più la morte, né lutto, né lamento, né affanno, perché le cose di
prima sono passate. Della Gerusalemme celeste sei cittadino, e la pace è il tuo premio nei
secoli dei secoli. Amen.
Bari, 9 gennaio 2011

fra Francesco Neri, Ministro provinciale

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Transito di fra Diego F. Pedone

Posted on 09 gennaio 2011 by Fra Rufino Cagnazzo

Ecco il mio servo che io sostengo,

il mio eletto di cui mi compiaccio. (Is 42,1)


Stamane alle 7, nella festa del Battesimo del Signore, ha cessato di battere sulla terra il cuore di P. Diego Pedone, parroco nel nostro Santuario dell’Immacolata, a Barletta. Aveva 62 anni di età, 43 di professione e 35 di sacerdozio. Il funerale sarà celebrato domani 10, alle ore 16, nella chiesa di Barletta (via Milano) dall’Arcivescovo, Mons. Pichierri. Martedì 11, ad Alessano, alle ore 10 sarà celebrata la S. Messa esequiale, presieduta da Mons. Benigno Papa. RicordiamoLo grati al Signore per il bene che ha profuso nell’Ordine dei Frati Cappuccini con la predicazione di numerosi corsi di esercizi spirituali; come sostenitore della Missione, Definitore, Vicario e Ministro provinciale dei Frati Cappuccini di Puglia; nella Comunità accademica con la docenza di lunghi anni presso lo Studio Telogico di S. Fara e il Seminario Regionale di Molfetta; per le Consacrate come Vicario episcopale in carica nella diocesi di Trani-Barletta; per tantissimi fedeli laici per i quali è stato riferimento sicuro, donando consigli e letizia nelle prove della vita. Il primo canto del Servo sia nel Tuo cuore, fratello Diego, per sempre. Riposa in pace!

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25° Anniversario di sacerdozio

Posted on 17 dicembre 2010 by admin

Hanno raggiunto la meta dei venticinque anni di sacerdozio fra Angelo Garzia e fra Sergio Laforgia. Fra Angelo è stato ordinato a Bari S. Fara da mons. Domenico Padovano il 23 novembre 1985, ed ha rinnovato la le sue promesse sacerdotali l’8 dicembre a Bari Immacolata, nella parrocchia che è oggi affidata alle sue cure patorali, idurante una celebrazione presieduta dall’arcivescovo di Bari mons. Francesco Cacucci. Fra Sergio ha ricevuto l’ordine sacro da mons. Antonio Bello il 7 dicembre 1985 a Molfetta, e venticinque anni dopo commemorato il dono ricevuto nel santuario del SS. Crocifisso della stessa città.Se fra Angelo si è dedicato eminentemente al ministero parrocchiale tra Barletta, Andria e Bari, fra Sergio, dopo alcuni anni nell’ufficio di formatore, dal 1993 è missionario in Albania. Era doveroso, dunque che festeggiasse il giubileo anche nella parrocchia di Nenshat. Il fresco sorriso di suor Juste e i fiori ch’ella tiene tra le mani, sono il segno della nostra gratitudine verso entrambi per la fedeltà nel donarsi al Signore e alla Chiesa.

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«MIO SIGNORE, FIGLIO E FRATELLO»: FRA ERNESTO SAPONARO ORDINATO SACERDOTE

Posted on 03 dicembre 2010 by admin

«Miei signori, figli e fratelli»: così san Francesco d’Assisi si rivolgeva ai sacerdoti, e così si rivolge ancora a fra Ernesto Saponaro, il quale è stato ordinato sacerdote sabato 13 novembre 2010 nella Chiesa cattedrale di Brindisi da S.E. mons. Rocco Talucci, Arcivescovo di Brindisi Ostuni. Continue Reading

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  • Rivista ufficiale dei frati cappuccini di puglia
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  • 2 compleanno fra Ludovico Ierardi
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