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	<title>Provincia di Puglia dei Frati Minori Cappuccini</title>
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		<title>La via d’uscita dalla crisi</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Jan 2012 08:45:25 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La crisi economica di grandi e inaspettate proporzioni che attanaglia il mondo occidentale affonda le sue radici nello strapotere della finanza speculativa, nel mancato protagonismo lavorativo dei giovani e nelle ingenti risorse assorbite dai debiti e sottratte allo sviluppo. Ciò è vero, ma non è tutto, perché sotto i nostri occhi c&#8217;è principalmente uno stallo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cappuccinipuglia.it/website/wp-content/uploads/2011/11/RUGGIERO.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-362" style="margin: 5px;" title="RUGGIERO" src="http://www.cappuccinipuglia.it/website/wp-content/uploads/2011/11/RUGGIERO-150x150.jpg" alt="" width="105" height="105" /></a>La crisi economica di grandi e inaspettate proporzioni che attanaglia il mondo occidentale affonda le sue radici nello strapotere della finanza speculativa,<span id="more-422"></span> nel mancato protagonismo lavorativo dei giovani e nelle ingenti risorse assorbite dai debiti e sottratte allo sviluppo. Ciò è vero, ma non è tutto, perché sotto i nostri occhi c&#8217;è principalmente uno stallo sociale e poi economico. Per entrambi i fenomeni c&#8217;è un denominatore comune, decisivo per il futuro dell&#8217;intero occidente: la natalità. Anzi, la denatalità, perché purtroppo i dati confermano che stiamo attraversando, a livello europeo, un inverno demografico che ha pochissimi precedenti nella storia e può essere numericamente paragonato al periodo della peste nera.<br />
Alla fine del Settecento, Thomas Robert Malthus elaborò un modello matematico volto a dimostrare che la crescita della popolazione avrebbe esaurito le risorse disponibili. Nonostante la teoria di Malthus avesse evidenti lacune, ad esempio non prevedeva lo sviluppo tecnologico finalizzato alla produzione, fu ugualmente accreditata come scienza e si è fatta strada fino a giorni nostri, attraverso i neomalthusiani, che negli anni 1968-1975 convinsero il mondo che prima dell&#8217;anno 2000 centinaia di milioni di persone sarebbero morte di fame, soprattutto in Asia. Mai profezia fu più falsa! Infatti, non solo ciò non è successo, ma detti Paesi, grazie alla popolazione, sono diventati prima benestanti e poi tanto ricchi da poterci oggi comprare.<br />
La crisi in corso si alimenta grazie alla recessione delle nascite nel mondo occidentale iniziata intorno al 1975. Detto crollo ha provocato la contrazione dello sviluppo economico e l&#8217;aumento dei costi fissi dovuti all&#8217;invecchiamento della popolazione con il conseguente aumento delle imposte e la flessione del risparmio prodotto.<br />
Il nesso inscindibile tra economia e denatalità è stato dimostrato, attraverso puntuali riflessioni economiche dal prof. Ettore Gotti Tedeschi, già docente di Strategia finanziaria, in diversi scritti e conferenze. Il suo pensiero trova riscontro nei modelli di crescita economica classici, ad esempio quelli di Solow e dello stesso Keynes, e nelle riflessioni di altri celebri studiosi come Alfred Sauvy  e Ben Wattenberg.<br />
Se è vero che nella crescita delle nuove generazioni si cela l&#8217;assicurazione sulla vita di una comunità, la situazione italiana è a dir poco preoccupante a causa della denatalità favorita dal diffondersi di una mentalità abortista e contraccettiva. Oggi all&#8217;appello mancano oltre 5 milioni di bambini, solo in parte sostituiti dagli immigrati, e si prevede che se i tassi di natalità non aumenteranno, la popolazione anziana supererà definitivamente quella giovane, destabilizzando più di quanto già non lo sia il nostro equilibrio sociale e previdenziale. Si può, dunque, facilmente affermare che chi non vuole la crescita della popolazione, in realtà, non voglia la crescita economica e l&#8217;incremento del benessere.<br />
Incoraggiando la ripresa a sposarsi e a fare figli, contrapponendo la speranza a ogni cinico pragmatismo, si avvierebbe immediatamente un ciclo antidepressivo tanto economico quanto sociale. Infatti, la famiglia produce capitale umano e supporta la produzione, il risparmio, l&#8217;investimento, la creazione di ricchezza. Produce stimoli competitivi nell&#8217;educazione, formazione e sostegno dei figli. Garantisce l&#8217;assistenza e la redistribuzione del reddito al suo interno, facendo da volano alla produzione di talenti e di ricchezza qualitativa e quantitativa sostenibile per la società.<br />
Oggi che le idee per la ripresa mancano, il progetto famiglia ritorna a essere fondamentale. Una comunità che rinuncia a generare la vita, è vittima di una precarietà ben più grave di tutte le altre.</p>
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		<title>Giorni speciali..</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Jan 2012 08:41:08 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Nella vita di ogni uomo esistono giorni indimenticabili: il primo giorno di scuola, il primo bacio, il giorno in cui ha chiesto alla sua donna di sposarlo, il giorno del matrimonio, la scoperta di diventare presto padre. Per un religioso esistono altri giorni speciali, ugualmente carichi di emozione, in cui la grazia di Dio fa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nella vita di ogni uomo esistono giorni indimenticabili: il primo giorno di scuola, il primo bacio,<span id="more-413"></span> il giorno in cui ha chiesto alla sua donna di sposarlo, il giorno del matrimonio, la scoperta di diventare presto padre. Per un religioso esistono altri giorni speciali, ugualmente carichi di emozione, in cui la grazia di Dio fa irruzione nella vita, ti investe e ti dona una missione nuova da esercitare all’interno del popolo di Dio.<a href="http://www.cappuccinipuglia.it/website/wp-content/uploads/2012/01/matteoegabriele.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-414" style="margin: 5px;" title="matteoegabriele" src="http://www.cappuccinipuglia.it/website/wp-content/uploads/2012/01/matteoegabriele-150x150.jpg" alt="" width="105" height="105" /></a><br />
Quest’anno la Provincia dei Frati Cappuccini di Puglia ha avuto più volte la possibilità di gioire insieme ai fratelli per questi lieti eventi.<br />
Sabato 19 novembre, festa di Cristo Re, nella parrocchia Maria SS. Ausiliatrice di Taurisano (Le) fra Gabriele Bitonti e fra Matteo di Seclì hanno emesso la loro professione perpetua dei voti evangelici nelle mani del ministro provinciale fra Francesco Neri: il giorno della professione è il coronamento più bello della storia che Dio ha voluto tessere con i due fili delle loro esistenze. Appartenenti a due parrocchie diverse della cittadina leccese hanno condiviso anni fa l’esperienza della preparazione di un musical da cui è nato un gruppo inter parrocchiale che condivideva, oltre l’amicizia, il comune desiderio di seguire Gesù in un serio cammino di fede. Dio ha parlato a questi due “amici per caso”, facendo sorgere nel cuore di entrambi il desiderio di seguirlo in modo totale sull’esempio di Francesco d’Assisi; è iniziato così il cammino di iniziazione alla nostra vita che li ha portati a dire nello stesso giorno il loro sì definitivo a Dio.<a href="http://www.cappuccinipuglia.it/website/wp-content/uploads/2012/01/mattegab.jpg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-415" style="margin: 5px;" title="mattegab" src="http://www.cappuccinipuglia.it/website/wp-content/uploads/2012/01/mattegab-150x150.jpg" alt="" width="74" height="74" /></a><br />
Le professioni sono delle occasioni preziose per visitare e sostare nei luoghi in cui il Signore ha chiamato i nostri fratelli alla sua sequela, per pregare nelle stesse chiese e davanti allo stesso crocifisso. Così il giorno precedente nella Chiesa Madre di Taurisano abbiamo vissuto un’intensa veglia di preparazione alla professione insieme ai giovani frati, ai parenti, agli amici, e a quanti hanno voluto condividere uno spazio di silenzio, preghiera e adorazione. Si è sentito forte l’affetto di questo piccolo paese del Salento che, malgrado non sia mai stato sede di un convento cappuccino, si è mostrato sensibile alla spiritualità francescana tanto da donare all’ordine in passato una figura molto cara alla memoria della Provincia, fra Pacifico da Taurisano, un semplice frate questuante di santa vita ricordato ancora con simpatia e fraterna devozione dai nostri frati più anziani.<br />
A distanza di anni Taurisano ha rinnovato il suo atto di generosità nei confronti dei Cappuccini, donando all’ordine altri due suoi figli a cui auguriamo di percorrere con entusiasmo la stessa via di santità che ha tracciato il loro compaesano predecessore, il quale certamente sorride e prega per loro dal cielo.<br />
L’altro giorno speciale da ricordare è quello dell’ordinazione presbiterale di fra Piero Errico da Campi Salentina: ancora una volta sono stati i colori e i profumi del Salento lo scenario di un evento altrettanto emozionante e carico di attese e speranze. Anche fra Piero è entrato nel nostro ordine giovanissimo e, dopo aver perseguito tutto l’iter di formazione iniziale, da diacono è stato inserito lo scorso settembre nella fraternità di Barletta, dove ha svolto il ruolo di collaboratore parrocchiale in attesa della sua ordinazione. Fra Piero è stato ordinato presbitero nella Chiesa Matrice S. Maria delle Grazie di Campi Salentina sabato 7 gennaio per imposizione delle mani da parte di S.E.Rev.ma Mons. Domenico Umberto D’Ambrosio, Arcivescovo Metropolita di Lecce.<a href="http://www.cappuccinipuglia.it/website/wp-content/uploads/2012/01/piero.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-416" style="margin: 5px;" title="piero" src="http://www.cappuccinipuglia.it/website/wp-content/uploads/2012/01/piero-150x150.jpg" alt="" width="105" height="105" /></a><br />
È stato un momento di festa non solo per la famiglia dell’ordinando, per la Provincia dei Frati Cappuccini ma anche per l’intero paese che vanta una lunga serie di propri figli donati all’ordine, molti dei quali come missionari. La ricorrenza si situa provvidenzialmente a coronamento del giubileo che noi frati cappuccini stiamo celebrando quest’anno a Campi Salentina: 400 anni dal nostro arrivo in questa terra e 50 anni dall’istituzione della parrocchia nella chiesa del nostro convento “S. Francesco d’Assisi”. Proprio qui il neo sacerdote ha presieduto la sua prima celebrazione eucaristica domenica 8 gennaio, attorniato dall’affetto e dalla preghiera dei parrocchiani che, insieme alla fraternità di Campi, sono stati coinvolti in prima linea per l’organizzazione di questo momento di gioia. Al nostro fratello auguriamo di poter sperimentare ciò che è nel più profondo del suo cuore e che lui stesso ha voluto scrivere dietro l’immaginetta ricordo dalla sua ordinazione avvenuta nel giorno del Battesimo del Signore: «Fammi scendere con te oh Gesù nelle acque dell’amore del Padre e con te “l’amato” essere sacerdote santo, dispensatore di salvezza».<a href="http://www.cappuccinipuglia.it/website/wp-content/uploads/2012/01/piero2.jpg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-418" style="margin: 5px;" title="piero2" src="http://www.cappuccinipuglia.it/website/wp-content/uploads/2012/01/piero2-150x150.jpg" alt="" width="105" height="105" /></a><br />
Le professioni perpetue e le ordinazioni sacerdotali sono delle occasioni preziose per ritrovarci come famiglia attorno ai nostri fratelli, per pregare insieme e lodare Dio il quale continua a guardare a noi Frati Cappuccini di Puglia con grande misericordia donandoci ancora segni concreti di speranza attraverso le vite di giovani frati che con entusiasmo si mettono al suo servizio.<br />
<a href="http://www.cappuccinipuglia.it/website/wp-content/uploads/2012/01/palmariggi.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-417" style="margin: 5px;" title="palmariggi" src="http://www.cappuccinipuglia.it/website/wp-content/uploads/2012/01/palmariggi-150x150.jpg" alt="" width="105" height="105" /></a>Ma i giorni speciali non sono ancora finiti, il prossimo vedrà come protagonista fra Giuseppe Nuzzo da Palmariggi (LE). L’incontro con Cristo ha cambiato radicalmente la vita di questo giovane tanto da indurlo a lasciare il suo lavoro di pasticcere, sebbene lo gratificasse, per incominciare una vita nuova al servizio di Dio e dei fratelli. Egli ha emesso la sua professione perpetua sabato 14 gennaio nella nostra chiesa di Maglie intitolata alla B.V.M. di Costantinopoli; a Lei, Madre premurosa, affidiamo tutti i nostri giovani frati perché li guidi a comprendere che, come Dio ha reso speciali questi giorni particolari della loro vita, ora spetta a loro rendere speciale ogni giorno, semplicemente perché è sempre donato con generosità a Dio e alla diffusione del suo regno nel mondo.<br />
La preghiera di tutti coloro che ci vogliono bene, compresa quella di voi lettori dell’Aurora serafica, è sicuramente la ragione per cui il “padrone della messe” continua a mandare “operai per la sua messe”; non stanchiamoci mai di innalzare a Lui la nostra supplica e la nostra lode.</p>
<p>Fra Giuseppe Lanzellotti</p>
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		<title>Quanto è buono e soave che i fratelli vivano insieme!</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Jan 2012 08:26:49 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Le parole del Salmo 132 sono quanto mai appropriate per descrivere i giorni vissuti a Frascati dai frati under five, cioè i frati che hanno terminato la formazione da pochi anni. L&#8217;incontro, voluto dalle provincie religiose del sud Italia, si è svolto dal 12 al 14 dicembre e ha rappresentato un momento di formazione molto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Le parole del Salmo 132 sono quanto mai appropriate per descrivere i giorni vissuti a Frascati dai frati under five, <span id="more-408"></span>cioè i frati che hanno terminato la formazione da pochi anni. L&#8217;incontro, voluto dalle provincie religiose del sud Italia, si è svolto dal 12 al 14 dicembre e ha rappresentato un momento di formazione molto intensa.<br />
<a href="http://www.cappuccinipuglia.it/website/wp-content/uploads/2012/01/frascati2011.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-409" style="margin: 5px;" title="frascati2011" src="http://www.cappuccinipuglia.it/website/wp-content/uploads/2012/01/frascati2011-150x150.jpg" alt="" width="105" height="105" /></a>Due sono stati gli aspetti che hanno caratterizzato la riflessione di questi giorni: la fraternità e la formazione.<br />
Gli incontri di formazione sono stati affidati a padre Prospero Rivi, guardiano di Frascati e docente di spiritualità, e a padre Giacomo Bini, già Ministro Generale dei Frati Minori. Entrambi hanno ribadito il concetto di vita e di identità francescana. In modo particolare padre Giacomo, a partire anche dalla sua personale esperienza, ha toccato i cuori di giovani frati. Con molta semplicità, ma anche con fraterna determinazione, il padre Bini ha detto che ciò che lui vive non è frutto di un sogno, non è utopia, è semplicemente una realtà che ci appartiene, che appartiene al DNA francescano. Per cui vivere senza televisione, non avere una macchina, andare in missione a due a due, dedicare buona parte della giornata alla preghiera personale, attenersi agli orari della fraternità, espletare i servizi domestici, non fare leva sui dipendenti e badare alla cucina o lavarsi la propria roba non è una scelta aggiunta, ma fa parte della nostra vocazione, di ciò che abbiamo professato il giorno in cui abbiamo detto: Prometto di vivere in obbedienza, senza nulla di proprio e in castità. È necesario, però che tutto questo sia vissuto nella gioia e con l’entusiasmo della prima ora quando “siamo entrati in convento con una busta”. Ma dopo, ha continuato padre Giacomo Bini, “strada facendo, ci siamo ripresi tutto!”. Una provocazione, evidentemente, ma pur sempre un invito a migliorare e a crescere nella vocazione.</p>
<p>fra Onofrio A. Farinola</p>
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		<title>un bel cammino di Avvento per tutti quanti Voi</title>
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		<pubDate>Sat, 03 Dec 2011 11:21:33 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cappuccinipuglia.it/website/wp-content/uploads/2011/02/frafrancesco.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-301" style="margin: 5px;" title="frafrancesco" src="http://www.cappuccinipuglia.it/website/wp-content/uploads/2011/02/frafrancesco-150x150.jpg" alt="" width="90" height="90" /></a>Fratelli carissimi, un bel cammino di Avvento per tutti quanti Voi e le Comunità che animate! <span id="more-398"></span>Le due Novene di questo mese di dicembre, tanto sentite e partecipate nelle chiese dei nostri paesi, ci collocano di nuovo al servizio della gente che ci vuol bene e invitano a far gustare e vivere nel modo più coerente possibile lo stretto rapporto tra Liturgia, Catechesi e Pietà popolare. Senza separare mai la vita dalla preghiera e dal carisma francescano-cappuccino. Lʼappuntamento principale per la Fraternità della Provincia è lʼIncontro programmato a Taranto, lunedì 19 dicembre. Ho chiesto a Padre Benigno, già un poʼ più sollevato dal giorno in cui sono state accolte le sue dimissioni da Arcivescovo, di aiutarci a focalizzare la tematica del rapporto fra presbiteri e laici, alla luce del Convegno celebrato a fine aprile, a S. Giovanni Rotondo. Conto di vederVi tutti in quellʼoccasione, per scambiarci gli auguri di persona. Pace e bene!<br />
fra Francesco Neri</p>
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		<title>Fortunato Simone, nella luce dei giusti</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Nov 2011 17:41:30 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Carissimi, vi comunico che il Signore ha chiamato al premio eterno il nostro fratello Fortunato Simone. Ancora pochi giorni fa lo avevamo avuto tra noi in Italia, dove si era trat-tenuto alcune settimane per controllare la salute. Io stesso ero andato a salutarlo il giorno prima del ritorno in Mozambico in casa dei suoi familiari [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cappuccinipuglia.it/website/wp-content/uploads/2011/11/fortunato.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-392" style="margin: 5px;" title="fortunato" src="http://www.cappuccinipuglia.it/website/wp-content/uploads/2011/11/fortunato-150x150.jpg" alt="" width="120" height="120" /></a>Carissimi, vi comunico che il Signore ha chiamato al premio eterno il nostro fratello Fortunato Simone. <span id="more-391"></span>Ancora pochi giorni fa lo avevamo avuto tra noi in Italia, dove si era trat-tenuto alcune settimane per controllare la salute. Io stesso ero andato a salutarlo il giorno prima del ritorno in Mozambico in casa dei suoi familiari a Rutigliano. Lo scorso venerdì mattina, in modo improvviso, una crisi ipoglicemica con conseguente crisi cardiaca lo ha colpito mentre era a Mopeia. Subito la situazione è apparsa gravissima. Dopo un primo tentativo di intervenire nell’ospedale della cittadina, nel pomeriggio il parro-co di Mopeia lo ha portato all’ospedale di Quelimane. A nulla, però, sono valsi gli sforzi dei medici, e anzi si sono aggiunte complicazioni respiratorie, verosimilmente a causa di un en-fisema polmonare. Alle 17.30 del 18 novembre 2011 il cuore generoso del nostro fratello ha cessato di battere.<br />
Il suo corpo è posto nella cappella del nostro convento di Quelimane, dove viene vene-rato dai fedeli che accorrono numerosissimi, fino a giovedì 24 novembre, allorché mons. Francisco Chimoio ne celebrerà le esequie. Seguirà la sepoltura nel cimitero di Coalane (Quelimane), dove il nostro fratello Fortunato riposerà accanto ai martiri di Inhassunge, fra Camillo Campanella, fra Oreste Saltori e fra Francesco Bortolotti. <a href="https://docs.google.com/open?id=0B0y0KMkVw9P3NDk4NmM4YWQtYmI4Mi00OGZkLTgxZjYtZjY1Y2E0Y2Y0MDM2">Leggi tutta la lettera del Ministro provinciale</a></p>
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		<title>LO SPIRITO DI ASSISI NELLA VITA DELLA CHIESA</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Nov 2011 17:10:41 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Storia recente del dialogo interreligioso &#160; di Francesco Neri L’impostazione del Vaticano II L’attenzione al dialogo fra le religioni non è mai stato del tutto assente dalla riflessione e dalla prassi pastorale della chiesa cattolica. Ma, come in molti altri settori, a portare un radicale rinnovamento è stato il concilio Vaticano II. Ricordiamo la costituzione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><br />
</strong></p>
<address>Storia recente del dialogo interreligioso</address>
<p>&nbsp;</p>
<p>di Francesco Neri</p>
<p><strong>L’impostazione del Vaticano II</strong></p>
<p><a href="http://www.cappuccinipuglia.it/website/wp-content/uploads/2011/11/spiritodiassisi.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-365" style="margin: 5px;" title="spiritodiassisi" src="http://www.cappuccinipuglia.it/website/wp-content/uploads/2011/11/spiritodiassisi-150x150.jpg" alt="" width="105" height="105" /></a>L’attenzione al dialogo fra le religioni non è mai stato del tutto assente dalla riflessione e dalla prassi pastorale della chiesa cattolica.<span id="more-364"></span> Ma, come in molti altri settori, a portare un radicale rinnovamento è stato il concilio Vaticano II. Ricordiamo la costituzione ad opera di Paolo VI, nel 1964, del <em>Segretariato per i non cristiani</em>, successivamente denominato <em>Pontificio consiglio per il dialogo interreligioso.</em> Ad esso si deve nel 1986 la pubblicazione del primo importante intervento postconciliare sul tema del dialogo, noto con il titolo <em>Dialogo e missione</em>. Lo stesso Segretariato nel 1991 ne ha ripreso e ampliato le istanze in un’istruzione intitolata <em>Dialogo e annuncio</em>. Il documento è a tutt’oggi la più organica puntualizzazione sul tema, e dà la definizione di ciò che la Chiesa intende per dialogo, su tre livelli.</p>
<p>«In primo luogo, a livello puramente umano, significa comunicazione reciproca, per raggiungere un fine comune o, a un livello più profondo, una comunione interpersonale. In secondo luogo, il dialogo può essere considerato come un atteggiamento di rispetto e di amicizia, che penetra o dovrebbe penetrare in tutte le attività che costituiscono la missione evangelizzatrice della chiesa. Ciò può essere chiamato a ragione ‘lo spirito del dialogo’. In terzo luogo, in un contesto di pluralismo religioso, il dialogo significa «l’insieme dei rapporti interreligiosi, positivi e costruttivi, con persone e comunità di altre fedi per una mutua conoscenza e un reciproco arricchimento», nell’obbedienza alla verità e nel rispetto della libertà. Ciò include sia la testimonianza che la scoperta delle rispettive convinzioni religiose» (nr. 9).</p>
<p>In tale prospettiva, il dialogo è considerato uno degli elementi integranti della missione evangelizzatrice, che culmina nondimeno nell’annuncio. Senza stabilire una successione gerarchica, l’istruzione assegna al dialogo quattro ambiti per tradursi in realtà. Anzitutto l’ambito <em>della vita</em>, che si fonda sulla base primordiale dell’umanità comune a tutti, al di là di ogni convinzione religiosa. L’ambito <em>delle opere </em>è quello ove si gioca la sfida a creare iniziative per la pace e la giustizia nella società, sul terreno dei diritti assoluti di ogni persona. Viene l’ambito <em>degli scambi teologici</em>, che è praticabile dagli esperti delle rispettive fedi e tradizioni. Praticabile da ogni credente in Dio è invece l’ambito <em>dell’esperienza religiosa</em>, mediante la condivisione della preghiera e della spiritualità.</p>
<p>Il dialogo è visto come una realtà che richiede precise disposizioni e può incontrare ostacoli, ma insieme all’annuncio rappresenta un elemento autentico della missione evangelizzatrice della Chiesa. Perciò questa «incoraggia e stimola il dialogo interreligioso, non solo tra essa e le altre tradizioni religiose, ma anche tra queste stesse tradizioni religiose. È questa una maniera di adempiere il suo ruolo di sacramento, cioè segno e strumento dell’intima unione con Dio e dell’unità di tutto il genere umano. Lo Spirito la invita a incoraggiare tutte le istituzioni e i movimenti religiosi a incontrarsi, collaborare e purificarsi al fine di promuovere la verità e la vita, la santità e la giustizia, l’amore e la pace, dimensioni di quel Regno che Cristo, alla fine dei tempi, consegnerà al Padre suo. Così il dialogo interreligioso è veramente parte del dialogo di salvezza iniziato da Dio» (nr. 80).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Giovanni Paolo II e lo spirito di Assisi</strong></p>
<p>Il documento veniva dopo la prima grande data della prassi del dialogo interreligioso multilaterale, il 27 ottobre 1986. Inaugurando uno stile affatto nuovo, il vescovo di Roma invita nella città di Francesco i leaders delle principali confessioni religiose ad incontrarsi per pregare per la pace. L’avvenimento è di quelli che si può tranquillamente definire epocali e costituisce una cifra indispensabile per l’interpretazione del pontificato di Giovanni Paolo II. Da quell’avvenimento prende origine uno stile, una sensibilità che verrà concordemente definito lo ‘spirito di Assisi’.</p>
<p>L’appuntamento viene replicato il 9 gennaio 1993, a causa della drammatica emergenza costituita dalla guerra nei Balcani. Sono convocati i rappresentanti delle tre grandi religioni monoteiste, che hanno nel tempo contribuito alla formazione dell’Europa, della sua storia e della sua cultura. Ebrei, cristiani e musulmani pregano insieme, ancora una volta nella città di Francesco, ancora una volta accogliendo l’invito di Giovanni Paolo II, ancora una volta per impetrare all’unico Dio il dono della pace.</p>
<p>Il terzo appuntamento, come il primo, è a base inclusiva. Sullo sfondo, l’attentato terroristico contro le torri gemelle di New York e la conseguente guerra in Afghanistan. Il 24 gennaio 2001 i rappresentanti delle principali religioni mondiali si incontrano ad Assisi con un programma articolato in quattro tappe: l’accoglienza e le testimonianze per la pace, la preghiera in luoghi distinti per le varie religioni, l’agape fraterna, l’assunzione di un impegno per la pace.</p>
<p>Così, è ormai patrimonio consolidato nella chiesa contemporanea lo ‘spirito d’Assisi’, in quanto anelito a tessere relazioni tra credenti di fedi differenti per la reciproca conoscenza e la promozione della pace. Si tratta, in realtà dello spirito dello stesso Francesco, come ha spiegato Giovanni Paolo II: «Ci incontriamo ad Assisi, dove tutto parla di un singolare profeta della pace, chiamato Francesco. Egli è amato non solo dai cristiani, ma da tanti altri credenti e da gente che, pur lontana dalla religione, si riconosce negli ideali di giustizia, di riconciliazione, di pace che furono suoi. Qui il Poverello di Assisi ci invita anzitutto a innalzare un cantico di gratitudine a Dio per tutti i suoi doni. Lodiamo Dio per la bellezza del cosmo e della terra. […] Lodiamo Dio, creatore e Signore dell’universo, per il dono della vita umana, sbocciata sul pianeta per un misterioso disegno della sua bontà. […] Dio stesso ha posto nel cuore umano un’istintiva spinta a vivere in pace e armonia. È un anelito più intimo e tenace di qualsiasi istinto di violenza, un anelito che siamo venuti a riaffermare qui, ad Assisi. La storia ha conosciuto e continua a conoscere uomini e donne che, proprio in quanto credenti, si sono distinti come testimoni di pace. Con il loro esempio essi c’insegnano che è possibile costruire tra gli individui e i popoli ponti per incontrarsi e camminare insieme sulle vie della pace. A loro vogliamo guardare per trarre ispirazione nel nostro impegno a servizio dell’umanità» (24 febbraio 2002).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>L’apporto di Benedetto XVI</strong></p>
<p>Scrivendo al vescovo di Assisi il 2 settembre 2006, nel ventesimo anniversario del primo incontro tra le religioni, Benedetto XVI pone in evidenza lo scopo principale dell’iniziativa, e cioè la pace mondiale, impetrata con la preghiera, il digiuno, il pellegrinaggio. Ma il papa aggoinge che lo spirito di Assisi non voleva certamente essere una porta aperta verso il sincretismo. Tutti i credenti in Dio «sanno che nella preghiera è possibile fare una speciale esperienza di Dio e trarne efficaci stimoli nella dedizione alla causa della pace. È doveroso tuttavia, anche in questo, evitare inopportune confusioni. Perciò, anche quando ci si ritrova insieme a pregare per la pace, occorre che la preghiera si svolga secondo quei cammini distinti che sono propri delle varie religioni. Fu questa la scelta del 1986, e tale scelta non può non restare valida anche oggi. La convergenza dei diversi non deve dare l&#8217;impressione di un cedimento a quel relativismo che nega il senso stesso della verità e la possibilità di attingerla».</p>
<p>Benedetto XVI recupera il valore coagulante di Francesco d’Assisi, alla cui presenza tutti volentieri si ritrovano. Ma la prospettiva di universale fraternità è radicata nell’appartenenza di Francesco al Signore Gesù. Così, «la testimonianza che egli rese nel suo tempo ne fa un naturale punto di riferimento per quanti anche oggi coltivano l’ideale della pace, del rispetto della natura, del dialogo tra le persone, tra le religioni e le culture. È tuttavia importante ricordare, se non si vuole tradire il suo messaggio, che fu la scelta radicale di Cristo a fornirgli la chiave di comprensione della fraternità a cui tutti gli uomini sono chiamati, e a cui anche le creature inanimate &#8211; da fratello sole a sorella luna &#8211; in qualche modo partecipano».</p>
<p>Su queste orme si snoda il cammino ulteriore del dialogo interreligioso nella prassi della Chiesa, attraverso l’importante tappa del 27 ottobre 2011.</p>
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		<title>L’imbarazzo di una tragedia</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Nov 2011 17:05:02 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[L’ ultimo numero del 2011 esce a un mese esatto dalla tragedia che ha colpito la città di Barletta e nella quale sono morte cinque donne. Per diverse ragioni voglio dedicare questo editoriale al ricordo di quel tragico avvenimento. Non posso nascondere innanzitutto la motivazione affettiva, visto che il palazzo crollato era a pochi metri [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #000000;"><a href="http://www.cappuccinipuglia.it/website/wp-content/uploads/2011/11/RUGGIERO.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-362" style="margin: 5px;" title="RUGGIERO" src="http://www.cappuccinipuglia.it/website/wp-content/uploads/2011/11/RUGGIERO-150x150.jpg" alt="" width="105" height="105" /></a>L’</span> ultimo numero del 2011 esce a un mese esatto dalla tragedia che ha colpito la città di Barletta e nella quale sono morte cinque donne. Per diverse ragioni voglio dedicare questo editoriale al ricordo di quel tragico avvenimento.<span id="more-361"></span> Non posso nascondere innanzitutto la motivazione affettiva, visto che il palazzo crollato era a pochi metri dalla casa nella quale sono cresciuto e dalla parrocchia dei frati cappuccini. Quante volte ho percorso il vicolo stretto che da casa mia conduce immediatamente a quelle palazzine d’inizio ‘900 addossate l’una all’altra, proprio lì sotto lo sguardo della statua di san Francesco con le braccia allargate in segno di accoglienza!</p>
<p>Poi voglio affidare alle preghiere di tutti i lettori di questa rivista, nel mese dedicato al ricordo dei cari defunti, le nostre sorelle Matilde, Giovanna, Antonella, Tina e Maria. Il Signore abbia misericordia di loro, di tutti quelli che hanno avuto qualche responsabilità nella loro morte e dia consolazione alle famiglie così duramente provate.</p>
<p>Infine voglio ricordare queste giovani donne per compensare lo scarso peso mediatico che è stato dato alla loro tragedia. A giudicare dallo spazio che i giornali e gli altri mezzi di informazione hanno riservato al crollo di Barletta, sembra che sotto il peso di quelle macerie si sia voluto seppellire anche la coscienza civica di un popolo. La prova sta nel fatto che una sciagura dal sapore tipicamente italiano, frutto di una formula composta di lavoro nero, irregolarità edilizie e inadempienze nei controlli, è stata relegata in terza o quarta pagina per dare spazio a quelle fictions, anch’esse tipicamente italiane, dei processi e delle intercettazioni ai politici.</p>
<p>Qual è il criterio che i media usano per selezionare le notizie e per assegnare loro un certo grado di importanza? Che cosa spinge i giornalisti a riservare la prima pagina ad Amanda Knox e Raffaele Sollecito, alla morte di Steve Jobs, alla crisi finanziaria, e non a cinque giovani donne che trovano la morte in un posto dove si lavora per 3,95 euro l’ora?</p>
<p>Probabilmente si preferisce stendere un velo, anzi un bel cumulo di macerie, sulle problematiche reali della nostra società per deviare l’attenzione dell’opinione pubblica con divagazioni su temi più eccitanti. O forse è proprio l’impermeabilità dell’opinione pubblica anche alla triste fine di cinque giovani vite il segno più evidente di una profonda crisi morale. Se la società italiana non si lamenta di vedere eclissata dalla scaletta degli argomenti su cui discutere, preconfezionata dai mass-media, il ricordo delle vittime e le cause delle tragedie, faccia pure! In questa rivista e nelle nostre coscienze, invece, vogliamo continuare a tenere alto il ricordo delle persone la cui morte si poteva evitare e a sollecitare l’opinione pubblica sui temi sociali e morali dell’esistenza dignitosa e più sicura per tutti.</p>
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		<title>Verso il XXXII Capitolo provinciale</title>
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		<pubDate>Sat, 01 Oct 2011 09:18:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fra Rufino Cagnazzo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il Ministro generale ha confermato con lettera ufficiale – che vi accludo – la data di celebrazione del nostro XXXII Capitolo provinciale ordinario. Questo dunque si terrà da lunedì 30 aprile a venerdì 4 maggio 2012 in una sede che verrà presto determinata e comunicata tramite la lettera d’indizione. Lo presiederà lo stesso Ministro generale, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cappuccinipuglia.it/website/wp-content/uploads/2011/10/capitolo.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-348" style="margin: 3px;" title="capitolo" src="http://www.cappuccinipuglia.it/website/wp-content/uploads/2011/10/capitolo-150x141.jpg" alt="" width="90" height="85" /></a>Il Ministro generale ha confermato con lettera ufficiale – che vi accludo – la data di celebrazione del nostro XXXII Capitolo provinciale ordinario.<br />
Questo dunque si terrà da lunedì <strong>30 aprile a venerdì 4 maggio 2012 </strong>in una sede che verrà presto determinata e comunicata tramite la lettera d’indizione.<br />
Lo presiederà lo stesso Ministro generale, fra Mauro Jöhri, e considero ciò un dono, in quanto era dal 1988 che non veniva il Ministro generale a presiedere il nostro Capitolo.</p>
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		<title>&#8220;Francesco il comune ospite&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 01 Oct 2011 09:04:34 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Carissimi fratelli, il Signore vi dia pace! Vi rivolgo gli auguri per la festa di san Francesco in pieno clima dello Spirito di Assisi, alla vigilia cioè del venticinquesimo anniversario del primo incontro di preghiera delle religioni mondiali per la pace.  Ricordiamo che a quello del 1986 ne è seguito un secondo nel 1993, ed [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cappuccinipuglia.it/website/wp-content/uploads/2011/02/frafrancesco.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-301" style="margin: 3px;" title="frafrancesco" src="http://www.cappuccinipuglia.it/website/wp-content/uploads/2011/02/frafrancesco-150x150.jpg" alt="" width="105" height="105" /></a> Carissimi fratelli, il Signore vi dia pace!</p>
<p style="padding-left: 60px;">Vi rivolgo gli auguri per la festa di san Francesco in pieno clima dello Spirito di Assisi, alla vigilia cioè del venticinquesimo anniversario del primo incontro di preghiera delle religioni mondiali per la pace.  Ricordiamo che a quello del 1986 ne è seguito un secondo nel 1993, ed un terzo nel 2002. Vorrei far nuovamente risuonare tra noi la voce del beato Giovanni Paolo II, il quale così motivò la scelta di fare di san Francesco il comune ospite dei convenuti:<br />
«Ci incontriamo ad Assisi, dove tutto parla di un singolare profeta della pace, chiamato Francesco. Egli è amato non solo dai cristiani, ma da tanti altri credenti e da gente che, pur lontana dalla religione, si riconosce negli ideali di giustizia, di riconciliazione, di pace che furono suoi. Qui il Poverello di Assisi ci invita anzitutto ad innalzare un canto di gratitudine a Dio per tutti i suoi doni. Lodiamo Dio per la bellezza del cosmo e della terra, “giardino” meraviglioso che Egli affidò all’uomo perché lo coltivasse e lo custodisse. È bene che gli uomini ricordino di trovarsi in una “aiuola” dell’immenso universo, creata da Dio per loro. È importante che si rendano conto che né loro, né le questioni per cui si affannano tanto sono il “tutto”. Solo Dio è “il tutto”, e a Lui ciascuno dovrà, alla fine, presentarsi per rendere conto.<br />
«Lodiamo Dio, Creatore e Signore dell’universo, per il dono della vita e specialmente della vita umana, sbocciata sul pianeta per un misterioso disegno della sua bontà. La vita in tutte le sue forme è affidata in maniera speciale alla responsabilità degli uomini. Con meraviglia ogni giorno rinnovata noi constatiamo la varietà con cui la vita umana si manifesta, a partire dalla polarità femminile e maschile, fino a una molteplicità di doni caratteristici, propri delle diverse culture e tradizioni, che formano un multiforme e poliedrico cosmo linguistico, culturale ed artistico.    È una molteplicità chiamata ad integrarsi nel confronto e nel dialogo per l’arricchimento e la gioia di tutti.<br />
«Dio stesso ha posto nel cuore umano un’istintiva spinta a vivere in pace e armonia. È un anelito più intimo e tenace di qualsiasi istinto di violenza, un anelito che insieme siamo venuti a riaffermare qui, ad Assisi. Lo facciamo nella consapevolezza di interpretare il sentimento<br />
più profondo di ogni essere umano.<br />
«La storia ha conosciuto e continua a conoscere uomini e donne che, proprio in quanto credenti, si sono distinti come testimoni di pace.        Con il loro esempio essi ci insegnano che è possibile costruire tra gli individui e i popoli ponti per incontrarsi e camminare insieme sulle vie della pace. Essi ci incoraggiano a sperare che, anche nel nuovo millennio da poco iniziato, non mancheranno uomini e donne di pace, capaci di irradiare nel mondo la luce dell’amore e della speranza».<br />
A san Francesco mi rivolgo, presentandogli tutta la Fraternità provinciale, con la preghiera<br />
che gli rivolse nel 1993 lo stesso Giovanni Paolo II pellegrino sulla Verna:<br />
«O San Francesco, stimmatizzato della Verna,<br />
il mondo ha nostalgia di te quale icona di Gesù crocifisso.<br />
Ha bisogno del tuo cuore aperto verso Dio e verso l’uomo,<br />
dei tuoi piedi scalzi e feriti, delle tue mani trafitte e imploranti.<br />
Ha nostalgia della tua debole voce, ma forte della potenza del Vangelo.<br />
Aiuta, Francesco, gli uomini d’oggi<br />
a riconoscere il male del peccato e a cercarne la purificazione nella penitenza.<br />
Aiutali a liberarsi dalle stesse strutture di peccato, che opprimono l’odierna società.<br />
Ravviva nei governanti l’urgenza della pace nelle Nazioni e tra i Popoli.<br />
Trasfondi nei giovani la tua freschezza di vita,<br />
capace di contrastare le insidie delle molteplici culture di morte.<br />
Agli offesi da ogni genere di cattiveria<br />
comunica, Francesco, la tua gioia di saper perdonare.<br />
A tutti i crocifissi dalla sofferenza, dalla fame e dalla guerra,<br />
riapri le porte della speranza. Amen».</p>
<p style="padding-left: 360px;">fra Francesco Neri, <em>Min. Prov.</em></p>
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		<title>Il Signore sia sempre con voi, ed Egli faccia che voi siate sempre con Lui.</title>
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		<pubDate>Sun, 27 Mar 2011 23:10:08 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cappuccinipuglia.it/website/wp-content/uploads/2011/03/01-Sr-Maria-letizia-della-Misericordia.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-315" style="margin: 5px 2px;" title="01 Sr Maria letizia della Misericordia" src="http://www.cappuccinipuglia.it/website/wp-content/uploads/2011/03/01-Sr-Maria-letizia-della-Misericordia-150x150.jpg" alt="" width="84" height="84" /></a>Il 24  marzo 2011, durante i primi vespri della solennità dell&#8217;Annunciazione, nella  chiesa del Monastero della SS. Trinità, sr. Maria Letizia della Misericordia ha  emesso i voti temporanei nell&#8217;Ordine di Santa Chiara d&#8217;Assisi. E&#8217; una gioia  grandissima per la comunità delle Clarisse Cappuccine di Alessano ma anche per  tutti i Frati Cappuccini della Provincia di Puglia. Alla nostra sorella, donata  alla nostra unica fraternità, rivolgiamo l&#8217;augurio della stessa santa Chiara:  &#8220;II Signore vi benedica e vi  custodisca. Mostri a voi la sua faccia e vi usi  misericordia. Rivolga a voi il suo volto e vi doni la  sua pace a voi, sorelle e figlie mie, e a tutte coloro che verranno dopo di voi  e rimarranno in questa nostra comunità e alle altre tutte, che in tutto l’Ordine  persevereranno sino alla fine in questa santa  povertà&#8221;.</p>
<p>Photo</p>
<p><a href="http://www.cappuccinipuglia.it/website/wp-content/uploads/2011/03/01-Sr-Maria-letizia-della-Misericordia.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-315" style="margin-top: 3px; margin-bottom: 3px;" title="01 Sr Maria letizia della Misericordia" src="http://www.cappuccinipuglia.it/website/wp-content/uploads/2011/03/01-Sr-Maria-letizia-della-Misericordia-150x150.jpg" alt="" width="120" height="120" /></a> <a href="http://www.cappuccinipuglia.it/website/wp-content/uploads/2011/03/02-Il-vescovo-di-Ugento-mons.-Vito-Angiuli.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-318" style="margin: 3px;" title="02 Il vescovo di Ugento mons. Vito Angiuli" src="http://www.cappuccinipuglia.it/website/wp-content/uploads/2011/03/02-Il-vescovo-di-Ugento-mons.-Vito-Angiuli-150x150.jpg" alt="" width="120" height="120" /></a></p>
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