Le parole del Salmo 132 sono quanto mai appropriate per descrivere i giorni vissuti a Frascati dai frati under five, cioè i frati che hanno terminato la formazione da pochi anni. L’incontro, voluto dalle provincie religiose del sud Italia, si è svolto dal 12 al 14 dicembre e ha rappresentato un momento di formazione molto intensa.
Due sono stati gli aspetti che hanno caratterizzato la riflessione di questi giorni: la fraternità e la formazione.
Gli incontri di formazione sono stati affidati a padre Prospero Rivi, guardiano di Frascati e docente di spiritualità, e a padre Giacomo Bini, già Ministro Generale dei Frati Minori. Entrambi hanno ribadito il concetto di vita e di identità francescana. In modo particolare padre Giacomo, a partire anche dalla sua personale esperienza, ha toccato i cuori di giovani frati. Con molta semplicità, ma anche con fraterna determinazione, il padre Bini ha detto che ciò che lui vive non è frutto di un sogno, non è utopia, è semplicemente una realtà che ci appartiene, che appartiene al DNA francescano. Per cui vivere senza televisione, non avere una macchina, andare in missione a due a due, dedicare buona parte della giornata alla preghiera personale, attenersi agli orari della fraternità, espletare i servizi domestici, non fare leva sui dipendenti e badare alla cucina o lavarsi la propria roba non è una scelta aggiunta, ma fa parte della nostra vocazione, di ciò che abbiamo professato il giorno in cui abbiamo detto: Prometto di vivere in obbedienza, senza nulla di proprio e in castità. È necesario, però che tutto questo sia vissuto nella gioia e con l’entusiasmo della prima ora quando “siamo entrati in convento con una busta”. Ma dopo, ha continuato padre Giacomo Bini, “strada facendo, ci siamo ripresi tutto!”. Una provocazione, evidentemente, ma pur sempre un invito a migliorare e a crescere nella vocazione.
fra Onofrio A. Farinola






